La guerra di Arturo. Toscanini e le dittature

Festival Internazionale della Storia

Conferenza a cura di Giuseppe Martini

Dettagli

  • Sala Concerti della Casa della Musica ore 17.00
  • 14 novembre 2017 ore 17.00

Programma

Dopo aver sperimentato da vicino la trincea nella Grande Guerra, seppur dirigendo una banda, e aver fallito un’improbabile candidatura a sinistra, Toscanini fece tesoro delle idee democratiche coltivate in famiglia dal padre garibaldino quando si trattò di opporsi a testa alta a fascismo e nazismo attraverso l’orgoglio della propria posizione di artista che non intende patire riduzioni morali. Lo schiaffo subito a Bologna nel 1931 per essersi rifiutato di dirigere Giovinezza è il simbolo di quella strenua lotta a non vedere ridotte le regioni dell’arte sotto quelle della politica. Seguiranno gesti sdegnosi, rifiuti plateali, dichiarazioni tutte d’un pezzo, l’abbandono della direzione alla Scala, quello dal Festival di Bayreuth, quello alla Filarmonica di Vienna e infine quello dell’Europa, ove tornerà solo per inaugurare la Scala restaurata. Ci si può e deve chiedere però quanto abbia pesato l’intreccio fra le vicende clamorose che lo hanno opposto alle due dittature e il suo temperamento molto particolare, nel quale la personalità si sovrappone e spesso si confonde con l’arte. Qual era il confine fra i diritti dell’arte e quelli della propria personalità? Pur così poco italiano nel rifiuto a cedere a qualsiasi compromesso, è proprio la vicenda che lo ha opposto alle due dittature, auscultata anche attraverso l’epistolario, a fare di Toscanini una figura aurata ai limiti della leggenda e allo stesso tempo a rivelarne le intricatissime e oscure pieghe psicologiche e caratteriali che ne stanno alla base.